(Pubblicato su sogu 81 del 07 aprile 1998)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998

Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro

 

SOMMARIO

 

decreto ministeriale 10 marzo 1998

 

Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro

 

ART. 1 – OGGETTO – CAMPO DI APPLICAZIONE ART. 2 – VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO

ART. 3 – MISURE PREVENTIVE, PROTETTIVE E PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO

ART. 4 – CONTROLLO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO

ART. 5 – GESTIONE DELL’EMERGENZA IN CASO DI INCENDIO

ART. 6 – DESIGNAZIONE DEGLI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO)

ART. 7 – FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DEL PIANO DI EMERGENZA

ART. 8 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI ART. 9 – ENTRATA IN VIGORE

 

ALLEGATO I

 

LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO

  • – GENERALITÀ
  • – DEFINIZIONI
  • – OBIETTIVI DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO
  • – CRITERI PER PROCEDERE ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO
  • – Identificazione dei pericoli di incendio
  • – Materiali combustibili e/o infiammabili
  • – Sorgenti di innesco
  • – Identificazione dei lavoratori e di altre persone presenti esposti a rischi di incendio
  • – Eliminazione o riduzione dei pericoli di incendio
  • – Criteri per ridurre i pericoli causati da materiali e sostanze infiammabili e/o combustibili
  • – Misure per ridurre i pericoli causati da sorgenti di calore
  • – Classificazione del livello di rischio di incendio
  • – Adeguatezza delle misure di sicurezza
  • – REDAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO
  • – REVISIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO

ALLEGATO II

 

MISURE Intese a ridurre la probabilità di insorgenza deGLI INCENDI

 

2.1- GENERALITÀ

 

  • – CAUSE E PERICOLI DI INCENDIO PIÙ COMUNI
  • – DEPOSITO ED UTILIZZO DI MATERIALI INFIAMMABILI E FACILMENTE COMBUSTIBILI
  • – UTILIZZO DI FONTI DI CALORE
  • – IMPIANTI ED ATTREZZATURE ELETTRICHE
  • – APPARECCHI INDIVIDUALI O PORTATILI DI RISCALDAMENTO
  • – PRESENZA DI FUMATORI
  • – LAVORI DI MANUTENZIONE E DI RISTRUTTURAZIONE
  • – RIFIUTI E SCARTI DI LAVORAZIONE COMBUSTIBILI
  • – AREE NON FREQUENTATE
  • – MISURE PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO

ALLEGATO III

MISURE RELATIVE ALLE VIE DI USCITA IN CASO DI INCENDIO

  • – DEFINIZIONI
  • – OBIETTIVI
  • – CRITERI GENERALI DI SICUREZZA PER LE VIE DI USCITA
  • – SCELTA DELLA LUNGHEZZA DEI PERCORSI DI ESODO
  • – NUMERO E LARGHEZZA DELLE USCITE DI PIANO
  • – NUMERO E LARGHEZZA DELLE SCALE
  • – MISURE DI SICUREZZA ALTERNATIVE
  • – MISURE PER LIMITARE LA PROPAGAZIONE DELL’INCENDIO NELLE VIE DI USCITA
  • – PORTE INSTALLATE LUNGO LE VIE DI USCITA
  • – SISTEMI DI APERTURA DELLE PORTE
  • – PORTE SCORREVOLI E PORTE GIREVOLI
  • – SEGNALETICA INDICANTE LE VIE DI USCITA
  • – ILLUMINAZIONE DELLE VIE DI USCITA
  • – DIVIETI DA OSSERVARE LUNGO LE VIE DI USCITA

ALLEGATO IV

MISURE PER LA RIVELAZIONE E L’ALLARME IN CASO DI INCENDIO

  • – OBIETTIVO
  • – MISURE PER I PICCOLI LUOGHI DI LAVORO
  • – MISURE PER I LUOGHI DI LAVORO DI GRANDI DIMENSIONI O COMPLESSI
  • – PROCEDURE DI ALLARME
  • – RIVELAZIONE AUTOMATICA DI INCENDIO
  • – IMPIEGO DEI SISTEMI DI ALLARME COME MISURE COMPENSATIVE

ALLEGATO V

ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI

  • – CLASSIFICAZIONE DEGLI INCENDI
  • – ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI
  • – IMPIANTI FISSI DI SPEGNIMENTO MANUALI ED AUTOMATICI
  • – UBICAZIONE DELLE ATTREZZATURE DI SPEGNIMENTO

ALLEGATO VI

CONTROLLI E MANUTENZIONE SULLE MISURE DI PROTEZIONE ANTINCENDIO

  • – GENERALITÀ
  • – DEFINIZIONI
  • – VIE DI USCITA
  • – ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO

Allegato VII

INFORMAZIONE E FORMAZIONE ANTINCENDIO

  • – GENERALITÀ
  • – INFORMAZIONE ANTINCENDIO

7.3- FORMAZIONE ANTINCENDIO

  • – ESERCITAZIONI ANTINCENDIO
  • – INFORMAZIONE SCRITTA SULLE MISURE ANTINCENDIO

ALLEGATO VIII

PIANIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO

  • – GENERALITÀ
  • – CONTENUTI DEL PIANO DI EMERGENZA
  • – ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI IN CASO DI INCENDIO
  • – Generalità
  • – Assistenza alle persone che utilizzano sedie a rotelle ed a quelle con mobilità ridotta
  • – Assistenza alle persone con visibilità o udito menomato o limitato
  • – Utilizzo di ascensori

ALLEGATO IX

CONTENUTI MINIMI DEI CORSI DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDI E GESTIONE DELLE EMERGENZE, IN RELAZIONE AL LIVELLO DI RISCHIO DELLíATTIVITÀ.

  • – GENERALITÀ
  • – ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO ELEVATO
  • – ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO MEDIO
  • – ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO BASSO
  • – CONTENUTI DEI CORSI DI FORMAZIONE

ALLEGATO X

 

Luoghi di lavoro ove si svolgono attività previste dall’articolo 6, comma 3.

 

Il Ministro dell’interno e il Ministro del lavoro e della previdenza sociale

 

visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;

vista la legge 26 luglio 1965, n. 966;

visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;

visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;

visto il decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242;

vista la legge 30 novembre 1996, n. 609;

In attuazione di quanto disposto dallíart. 13 del citato decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;

 

D e c r e t a:

 

ART. 1 – (OGGETTO – CAMPO DI APPLICAZIONE)

 

  1. Il presente decreto stabilisce, in attuazione al disposto dellíarticolo 13, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, 626, i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro ed indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare, al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi.

 

  1. Il presente decreto si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro come definiti

 

dall’art. 30, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, di seguito denominato decreto legislativo n. 626/1994.

 

  1. Per le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di cui al decreto legislativo 19 settembre 1996, 494, e per le attività industriali di cui all’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n.175, e successive modifiche, soggette all’obbligo della dichiarazione ovvero della notifica, ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano limitatamente alle prescrizioni di cui agli articoli 6 e 7.

 

 

ART. 2 – (VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO)

 

  1. La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione, costituiscono parte specifica del documento di cui all’a 4, comma 2, del decreto legislativo n. 626/1994.

 

  1. Nel documento di cui al comma 1 sono altresì riportati i nominativi dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, o quello del datore di lavoro, nei casi di cui allía 10, comma 1, del decreto legislativo n. 626/1994.

 

  1. La valutazione dei rischi di incendio può essere effettuata in conformità ai criteri di cui allíallegato I.

 

  1. Nel documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro valuta il livello di rischio di incendio del luogo di lavoro e, se del caso, di singole parti del luogo medesimo, classificando tale livello in una delle seguenti categorie, in conformità ai criteri di cui allíallegato I:

 

  1. livello di rischio elevato;

 

  1. livello di rischio medio;

 

  1. livello di rischio basso;

 

 

ART. 3 – (MISURE PREVENTIVE, PROTETTIV E E PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO)

 

 

 

  1. All’esito della valutazione dei rischi di incendio, il datore di lavoro adotta le misure finalizzate a:

 

  1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio secondo i criteri di cui all’allegato II;

 

  1. realizzare le vie e le uscite di emergenza previste dall’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, 547, di seguito denominato DPR n. 547/1955, così come

 

modificato dall’articolo 33 del decreto legislativo n. 626/1994, per garantire l’esodo delle persone in sicurezza in caso di incendio, in conformità ai requisiti di cui all’allegato III;

 

  1. realizzare le misure per una rapida segnalazione dell’incendio al fine di garantire l’attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento, in conformità ai criteri di cui all’allegato IV;

 

  1. assicurare l’estinzione di un incendio in conformità ai criteri di cui all’allegato V;

 

  1. garantire líefficienza dei sistemi di protezione antincendio secondo i criteri di cui all’allegato VI;

 

  1. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio secondo i criteri di cui all’allegato VII.

 

  1. Per le attività soggette al controllo da parte dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco ai sensi dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, 577, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente al comma l, lettere a), e) ed f).

 

 

ART. 4 – (CONTROLLO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO)

 

  1. Gli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio sono effettuati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o europei o, in assenza di dette norme di buona tecnica, delle istruzioni fornite dal fabbricante e/o dall’installatore

 

 

ART. 5 – (GESTIONE DELL’EMERGENZA IN CASO DI INCENDIO)

 

 

 

  1. All’esito della valutazione dei rischi d’incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all’allegato VIII.

 

  1. Ad eccezione delle aziende di cui all’articolo 3, comma 2, del presente decreto, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del pianodi emergenza, ferma restando l’adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di

 

 

ART. 6 – (DESIGNAZIONE DEGLI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO)

 

  1. All’esito della valutazione dei rischi d’incendio e sulla base del piano di emergenza, qualora previsto, il datore di lavoro designa uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, ai sensi dell’articolo 4, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 626/1994, o se stesso nei casi previsti dall’articolo 10 del decreto suddetto.

 

  1. I lavoratori designati devono frequentare il corso di formazione di cui al successivo articolo

 

  1. I lavoratori designati ai sensi del comma 1, nei luoghi di lavoro ove si svolgono le attività riportate nell’allegato X, devono conseguire líattestato di idoneità tecnica di cui allíarticolo 3 della legge 28 novembre 1996, 609.

 

  1. Fermo restando l’obbligo di cui al comma precedente, qualora il datore di lavoro, su base volontaria, ritenga necessario che l’idoneità tecnica del personale di cui al comma 1 sia comprovata da apposita attestazione, la stessa dovrà essere acquisita secondo le procedure di cui all’articolo 3 della legge 28 novembre 1996, 609.

 

 

 

ART. 7 – (FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE dell’EMERGENZA)

 

 

  1. I datori di lavoro assicurano la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza secondo quanto previsto nellíallegato IX.

 

 

 

ART. 8 – (DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI)

 

 

  1. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 31 del decreto legislativo 626/1994, i luoghi di lavoro costruiti od utilizzati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, con esclusione di quelli di cui allíarticolo l, comma 3, e articolo 3, comma 2, del presente decreto, devono essere adeguati alle prescrizioni relative alle vie di uscita da utilizzare in caso di emergenza, di cui all’articolo 3, comma l, lettera b), entro 2 anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

  1. Sono fatti salvi i corsi di formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, ultimati entro la data di entrata in vigore del presente decre

 

ART. 9 – (ENTRATA IN VIGORE)

 

  1. Il presente decreto entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Roma, lì 10 marzo 1998

 

il Ministro del lavoro e della previdenza sociale Gasparrini

 

il Ministro dell’interno Napolitano

 

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