Descrizione

MANUTENZIONE ESTINTORI

Come funziona

Manutenzione Estintori. Il sistema estintore è uno strumento concepito e realizzato per essere il primo e il più semplice apparato di difesa da poter usare contro il principio di incendio di tutti i tipi di materiali combustibili all’interno dei luoghi di lavoro.

L’estintore è progettato e composto da diversi elementi, installati in maniera tale da massimizzarne l’effetto estinguente, anche se utilizzato da operatori non esperti, ma comunque addestrati.

Pertanto deve essere perfettamente pronto all’uso in caso di necessità.

Ne deriva che l’efficienza dell’estintore deve essere disponibile e garantita in qualsiasi momento. Dall’istante in cui l’estintore stesso viene installato fino alla sua naturale scadenza di legge.

XFS fornisce il servizio di Manutenzione Estintori comprensivo dei controlli periodici, quali revisioni e collaudi, previsti per legge.

La programmazione delle visite viene garantita da personale tecnico qualificato. Così come gli interventi di Manutenzione Estintori, ordinaria e straordinaria, sugli estintori stessi, eseguiti internamente.

Per legge le visite hanno cadenza semestrale.

Come prescritto dalla recente normativa, i controlli e le verifiche effettuate vengono poi verbalizzate su apposito registro antincendio.

Gli interventi di Manutenzione Estintori vengono effettuati in osservanza dei criteri di norma generali e specifici di settore.

DM 10/03/98, Art. 6 D. Pr. 151/11, UNI 9994.

La Manutenzione Estintori non comprende nessun costo di trasporto.

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MANUTENZIONE ESTINTORI

La pratica di Manutenzione Estintori (tutti i modelli omologati) è svolta dal nostro team di tecnici Antincendio a rischio alto.

GENERALITA’

Malgrado il fuoco sia sempre stato considerato un potenziale nemico, e si sia già nell’antichità lavorato per la riduzione dei rischi di incendio e per la realizzazione di mezzi di estinzione, l’estintore è un prodotto piuttosto recente, la cui invenzione risale al 1816 (George William Manby), ma la cui diffusione è assai più recente, a partire dagli anni 30 del XX secolo.

In precedenza esistevano sistemi portatili di estinzione di piccole dimensioni, costituiti in pratica da pompe a mano in grado di inviare a distanza getti d’acqua, ma si trattava di mezzi di scarsa efficacia, in quanto la potenza erogata da un uomo adulto non consentiva un uso efficace dell’acqua, unico agente disponibile.

Lo sviluppo di agenti estinguenti diversi e la realizzazione di serbatoi leggeri e resistenti a pressioni elevate, che consentivano il lancio dell’agente estinguente a grande distanza mediante gas compressi, hanno permesso la realizzazione degli estintori come li conosciamo oggi.

Gli estintori rappresentano un elemento indispensabile per la sicurezza di qualsiasi edificio o veicolo a motore.

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MANUTENZIONE ESTINTORI

Un estintore perfettamente efficiente può risultare più utile di tutti i mezzi presenti in un Comando dei Vigili del Fuoco. Infatti se impiegato tempestivamente e correttamente su un principio d’incendio, consente di contenere i danni materiali e tutelare l’incolumità delle persone.

Innumerevoli tragedie si potrebbero evitare con l’uso tempestivo di un estintore.

Dove la legislazione di prevenzione incendi risulta carente, il buonsenso dei proprietari o utilizzatori di immobili e veicoli, deve condurre all’acquisto di idonei estintori e alla loro manutenzione periodica tramite ditte specializzate.

I servizi pubblici di Antincendio e Soccorso non garantiscono la tempestività del proprio intervento, subordinata ad imprevedibili eventi di forza maggiore. Tuttavia le attrezzature antincendio in dotazione alle varie attività, costituiscono strumenti di protezione immediatamente disponibili ed utilizzabili dal cittadino.

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Storia della Manutenzione Estintori

L’estintore moderno fu inventato dal capitano britannico George William Manby nel 1818. Inizialmente consisteva in un serbatoio di rame da 3 galloni, contenente una soluzione acquosa di carbonato di potassio, pressurizzato con aria compressa. 

 Soda-Acido

Il primo estintore “soda-acido” fu brevettato nel 1866 dal francese Francois Carlier. Infatti mescolando una soluzione acquosa di carbonato di sodio con acido tartarico, ottenne schiuma e anidride carbonica gassosa, che utilizzò come propellente.

Un altro estintore “soda-acido” fu brevettato negli Stati Uniti nel 1881 da Almon M. Granger. In questo caso egli sfruttò la reazione tra una soluzione acquosa di carbonato di sodio e acido solforico. Una fiala di vetro contenente l’acido era sospesa nell’estintore contenente carbonato di sodio e l’azionamento dell’estintore poteva avvenire in due modi: con la rottura della fiala, oppure con la rimozione di una paratia, che normalmente divideva l’acido dal carbonato.

In entrambi i casi, veniva prodotta anidride carbonica che fungeva da gas di espulsione.

L’estintore a pressione ausiliaria venne inventato nel 1881 dall’azienda inglese Read & Campbell, usando acqua o soluzioni acquose. In seguito, gli stessi svilupparono il “Petrolex”, per uso automobilistico.

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Un estintore in vetro tipo “bomba a mano” 

L’estintore a schiuma chimica fu inventato nel 1904 da Aleksandr Loran in Russia, basandosi sulla sua precedente invenzione della schiuma antincendio. Loran lo usò per spegnere una vasca di nafta. Pur assomigliando ai modelli soda-acido, la schiuma prodotta risultò più resistente. Il serbatoio principale conteneva una soluzione acquosa di carbonato di sodio, mentre quello interno una soluzione di solfato di alluminio.

Mescolando le due soluzioni, che generalmente avveniva capovolgendo il serbatoio, i due liquidi reagivano formando una schiuma, e l’anidride carbonica in fase gassosa espelleva la schiuma.

Successivamente si usarono additivi, ad esempio gli estratti di liquirizia, come stabilizzanti, ma la schiuma veniva formata unicamente dalla reazione dei componenti sopracitati.

Sistema a Tetra

Nel 1910, la Pyrene Manufacturing Company, di Delaware, depositò un brevetto per un sistema a Tetra (tetracloruro di carbonio – Halon 104). Vaporizzando il liquido sulla fiamma, la estingueva per soffocamento. Nel 1911, brevettarono un piccolo estintore portatile con lo stesso agente estinguente, costituito da un piccolo serbatoio in ottone con una pompa a mano per espellere il liquido verso il fuoco. Le capacità erano di 1,1 litri o 0,6 litri, ma erano disponibili fino a 9 litri. Il contenitore non era pressurizzato, e quindi poteva essere facilmente ricaricato.

Altro tipo di estintore a Tetra fu la cosiddetta Fire grenade. Consisteva in una sfera di vetro riempita con tetracloruro di carbonio, da lanciare alla base della fiamma. Inizialmente le prime apparecchiature utilizzavano soluzioni saline, ma il “Tetra” si dimostrò più efficace.

Il “Tetra” era adatto a fuochi di impianti elettrici e di liquidi infiammabili. Gli estintori a tetracloruro di carbonio vennero ritirati negli anni Cinquanta a causa della loro tossicità, poiché è stato dimostrato che l’esposizione ad alte concentrazioni danneggia il sistema nervoso e gli organi interni. Senza contare che, se esposti ad alte temperature, possono convertirsi nel fosgene (gas tossico).

Il bromuro di metile

Negli anni Quaranta, in Germania, fu inventato il liquido Halon 1011 (bromoclorometano – bromometano – bromuro di metile) per l’uso sugli aerei.

Più efficace del tetracloruro di carbonio, venne usato fino al 1969. Il bromuro di metile fu riconosciuto come agente estinguente già negli anni Venti, e fu usato soprattutto in Europa. Successivamente fu definito altamente tossico, di conseguenza fu messo al bando definitivamente negli anni Sessanta.

Estintore a biossido di carbonio

L’estintore a biossido di carbonio (CO2 – anidride carbonica) fu introdotto da Walter Kidde Company nel 1924 su richiesta di Bell Telephone. Consisteva in una bombola contenente 7.5 libbre di CO2 con valvola a vite e manichetta in tela di ottone, isolata con cotone, che terminava con una sorta di ugello ad imbuto.

Estintore a pressione ausiliaria

Nel 1928, DuGas (in seguito acquisita dalla Ansul) presentò un estintore a polvere a pressione ausiliaria, caricato a bicarbonato di sodio con speciali additivi per renderlo scorrevole e resistente all’umidità. Consisteva in un cilindro in rame con una cartuccia interna caricata con anidride carbonica.

L’operatore doveva ruotare una valvola sopra l’estintore per perforare la cartuccia e quindi azionare una leva all’estremità della manichetta per rilasciare la polvere chimica. Questo fu il primo estintore adatto a fuochi di liquidi o gas di generosa estensione. Rimase di uso limitato fino agli anni ’50, quando entrarono sul mercato estintori per uso casalingo.

Sempre negli anni ’50 fu sviluppata la polvere ABC, la Super-K nei primi anni ’60 e la Purple-K fu sviluppata dalla Marina Militare americana nei tardi anni ’60.

Sempre negli anni ’50 fu sviluppato l’Halon 1211 (BCF), mentre l’Halon 1301 (BTM) venne sintetizzato da DuPont de Nemours per l’esercito americano nel 1954.

Invenzione italiana

Il Fluobrene (Halon 2402) è un’invenzione italiana. Prodotto per la prima volta nel 1969 negli stabilimenti Montecatini di Porto Marghera, il Fluobrene venne sperimentato nei circuiti automobilistici di Monza ed Hockenheim. Così si aggiudicò il soprannome di “ammazzafuoco“, per la sua straordinaria capacità estinguente.

Nello stesso autodromo di Monza, l’uso del Fluobrene risultò rilevante nel tragico incidente del 1978. In quel caso la Squadra Corse della CEA intervenne con mezzi e tecniche all’avanguardia, salvando la vita di molti piloti.

Visita il Sito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Milano – Normative

>MANUTENZIONE ESTINTORI – D.Lgs 81/2008

Il D.Lgs. 81/2008, o meglio noto come Testo Unico sulla Sicurezza, è stato emanato in attuazione della legge 123/2007, con la quale il Governo è stato delegato ad adottare “uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle vigenti disposizioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro“.

Occorre evidenziare in primo luogo, che gli ambiti di applicazione del Testo Unico sono tutti i luoghi di lavoro in cui sono presenti lavoratori dipendenti. Oltre a lavoratori ad essi associati, quali soci lavoratori di società cooperative, allievi degli istituti di istruzione e universitari, il partecipante ai corsi di formazione professionale. Ma anche attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, o i volontari dei vigili del Fuoco e della Protezione Civile.

  • Datore di lavoro
  • Dirigente
  • Preposto
  • Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP)
  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
  • Medico competente
  • Lavoratore
  • Rappresentate dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

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