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CHI DEVE ADEMPIERE?

Ai possessori di attrezzature per il sollevamento di cose e persone con portata maggiore di 200Kg. La prima indagine è obbligatoria dopo 20 anni o 10 anni se riportato nei libretti di uso e manutenzione rilasciato dal costruttore.

QUAL’ È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO?

Il DM 11 Aprile 2011 introduce l’obbligo dell’indagine supplementare, chiamata anche “verifica strutturale” o “verifica ventennale” o “relazione / calcolo dei cicli vita residui dell’attrezzatura”. Tale obbligo è entrato in vigore il 24 Maggio 2012. IMPORTANTE: obbligatorietà di esibire i risultati delle indagini solo per attrezzature mobili. Nel corso delle verifiche periodiche, sulle gru mobili, sulle gru trasferibili e sui ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato, devono essere esibite dal datore di lavoro, le risultanze delle indagini supplementari di cui al punto 2, lettera c), effettuate secondo le norme tecniche.

Per vita residua si intende il periodo di utilizzo (teorico) dove ci sono ragionevoli probabilità che non possano manifestarsi danneggiamenti dovuti al fenomeno della fatic a e possa quindi essere garantito un periodo di funzionamento sicuro (S.W.P. Safe Working Period) delle strutture e dei mecc anismi di sollevamento fino alla successiva verifica.

Per calcolare la vita residua occorre fare rifermento alla classe dell’apparecchio dichiarata dal costruttore ed è necessario determinare i tre parametri fondamentali:

1. UTILIZZO, correlati con i parametri di progetto e la relativa classificazione, ovvero:
– n° delle manovre/cicli in relazione al tempo di impiego/ ore di servizio dei singoli meccanismi;
– entità dei carichi in rapporto alla loro portata max.

2. VALUTAZIONE della vita “spesa” e/o della vita/cicli “residui” correlati con il modo d’uso

3. ISPEZIONE e metodi di verifica della deriva dei parametri funzionali/condizionanti la sicurezza

Il Servizio di XFire Consulting comprende:

CERT Imp

Il CERT. IMP, è un documento che sempre più spesso viene richiesto dal Comando dei Vigili del Fuoco, con l’obiettivo di “sanare” impianti per i quali non si dispongono di informazioni sufficienti. Una responsabilità a carico del progettista, che però con le dovute prove ed indagini consente di riavviare l’attività senza problemi.

Dich Imp

Il DICH-IMP dovrà essere firmato dall’Installatore dell’impianto il quale dichiara che:
L’impianto è stato realizzato conformemente al progetto firmato da un Tecnico Abilitato. Il progetto dovrà essere tenuto a disposizione del titolare dell’Attività.

La realizzazione dell’impianto risulta conforme alla regola dell’arte (normativa vigente di riferimento)
L’installazione è stata fatta solo con componenti costruiti a regola d’arte ed adatti allo specifico luogo di installazione. (su questo punto è indispensabile rimandarvi in un interessante ed approfondito articolo data l’enorme confusione che ancora oggi vige sull’argomento)
Per l’impianto è stata verificata la corretta funzionalità, avendo eseguito le verifiche richieste dalle norme tecniche applicabili e dalle disposizioni legislative (per i sistemi di controllo del fumo vige in Italia la norma UNI 9494-3:2017)
È di fondamentale importanza ricordare che al Dich-Imp vanno allegati il progetto di impianto, la relazione tipologica dei componenti utilizzati ed il manuale di uso e manutenzione dell’intero sistema. Vedremo nel corso dell’articolo uno ad uno come sono realizzati tali documenti.

È quindi chiaro che l’installatore si assumerà la responsabilità di quanto certificato, in quanto firmatario del modello. Si specifica comunque che l’installatore dell’Impianto può corrispondere a persona fisica o giuridica. Pesante responsabilità che dovrebbe indurre l’installatore non solo a prestare molta attenzione al suo lavorato, ma anche a effettuare tutte le corrette valutazioni sui componenti e sulle procedure di corretta posa in opera nonché al rispetto del progetto.