Dal 7 aprile 2026 cambia concretamente la gestione della sicurezza nel lavoro agile.
Con l’entrata in vigore della Legge n. 34/2026, le aziende che non consegnano ai lavoratori l’informativa sui rischi legati allo smart working possono essere sanzionate.
Non si tratta di un nuovo obbligo, ma di una svolta operativa: ciò che fino a oggi era spesso considerato un adempimento formale diventa a tutti gli effetti un requisito sanzionabile.
L’obbligo già esisteva, ma ora cambia tutto
L’informativa sulla sicurezza nello smart working è prevista da anni dall’art. 22 della Legge 22 maggio 2017 n. 81 e rientra nel sistema di tutela definito dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.
La novità introdotta dalla Legge 34/2026 è chiara:
la mancata consegna dell’informativa viene inserita tra le violazioni sanzionate.
Le conseguenze non sono marginali:
- arresto da 2 a 4 mesiÂ
- ammenda fino a oltre 7.400 euroÂ
Perché la normativa è stata rafforzata
Il lavoro agile ha modificato radicalmente il contesto operativo.
Oggi la prestazione:
- si svolge fuori dai locali aziendaliÂ
- avviene in ambienti non controllati dal datore di lavoroÂ
- espone a rischi meno visibili ma comunque presentiÂ
In questo scenario, il legislatore ha scelto di rafforzare uno strumento chiave:
l’informazione al lavoratore
Non potendo controllare direttamente l’ambiente, il datore di lavoro deve garantire che il lavoratore sia consapevole dei rischi e delle corrette modalità operative.
Cosa deve contenere l’informativa
L’informativa non può essere un documento generico.
Deve indicare in modo chiaro:
- i rischi legati al lavoro agileÂ
- i rischi specifici della mansioneÂ
- l’uso corretto di videoterminali e attrezzatureÂ
- le condizioni dei luoghi di lavoroÂ
- i comportamenti da adottareÂ
Un documento standard, non aggiornato o non coerente con il DVR aziendale potrebbe non essere considerato sufficiente.
Cosa devono fare le aziende
Per evitare sanzioni, le aziende devono:
- predisporre o aggiornare l’informativaÂ
- consegnarla a tutti i lavoratori in smart workingÂ
- raccogliere la firma per presa visioneÂ
- condividerla con il RLSÂ
- garantire la tracciabilità della consegnaÂ
Il rischio più sottovalutato
Molte aziende oggi risultano esposte senza saperlo.
Le criticità più frequenti sono:
- utilizzo di modelli standard non aggiornatiÂ
- mancato collegamento con il DVRÂ
- assenza di prova della consegnaÂ
Con la nuova normativa, questi aspetti non sono più marginali.
Una questione di responsabilitÃ
La novità non cambia il modello di smart working, ma incide direttamente sulla responsabilità del datore di lavoro.
L’informativa diventa uno strumento centrale:
- per la prevenzioneÂ
- per l’organizzazioneÂ
- per la tutela in caso di controllo o infortunioÂ
Scarica il modello di informativa
Per supportare le aziende nell’adeguamento, è disponibile un fac simile aggiornato e personalizzabile.
