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Coperta antifiamma, il dispositivo che può fermare un incendio nei primi secondi

Bastano pochi secondi di distrazione davanti a un fornello, una padella di olio lasciata sul fuoco un attimo di troppo, e una fiamma che sembrava innocua può trasformarsi in un incendio vero. È proprio in quei primi istanti, quando il focolaio è ancora piccolo e circoscritto, che una coperta antifiamma può fare la differenza tra un piccolo spavento e un danno serio.

Si tratta di uno dei dispositivi antincendio più semplici in assoluto. Nessuna polvere, nessuna schiuma, nessun meccanismo da azionare. Solo un telo che, appoggiato sulle fiamme, toglie loro l’ossigeno necessario a bruciare.

Ma “semplice” non significa “da usare a caso” in quanto la sua efficacia dipende da dove viene posizionata, da come viene utilizzata e dal sapere quando è davvero lo strumento giusto.

In questa guida vediamo cos’è, quando è utile, cosa prevede la normativa italiana e come si differenzia da un estintore.

Cos’è una coperta antifiamma e come funziona.

La coperta antifiamma (chiamata anche coperta antincendio o coperta ignifuga) è un dispositivo pensato per isolare un piccolo incendio dall’ossigeno dell’aria, soffocando le fiamme per mancanza di comburente. A differenza di un estintore, non contiene agenti estinguenti in quanto l’azione è puramente meccanica.

Il riferimento tecnico è la norma UNI EN 1869:2019, che stabilisce i requisiti delle coperte antincendio utilizzabili da una sola persona per il controllo di piccoli incendi, incluse le situazioni in cui le fiamme abbiano coinvolto gli indumenti di qualcuno, purché la coperta abbia dimensioni adeguate a questo tipo di utilizzo. Un dettaglio importante, spesso trascurato è che le coperte conformi a questa norma sono dispositivi monouso. Una volta utilizzate su un focolaio, vanno assolutamente sostituite.

Quando e dove è davvero utile

L’ambiente in cui la coperta antifiamma trova il suo impiego più naturale è la cucina. Olio e grassi portati ad alta temperatura si incendiano rapidamente, e in questi casi l’acqua è il peggior alleato possibile, infatti può causare una violenta espansione delle fiamme, aumentando l’incendio invece di spegnerlo.

Una coperta di dimensioni adeguate, invece, permette, quando il focolaio è ancora circoscritto, di coprire il recipiente e interrompere l’apporto di ossigeno alle fiamme. Per questo è utile non solo in casa, ma in tutti i contesti dove si cucina in modo professionale, come ad esempio:

  • Ristoranti, bar e cucine professionali
  • Mense e laboratori alimentari
  • Strutture ricettive (hotel, B&B, case vacanza)
  • Spazi aziendali con angolo cottura

La coperta antifiamma rappresenta inoltre una dotazione utile anche in ambito domestico, soprattutto in cucina, purché se ne conoscano correttamente le modalità di utilizzo e i limiti.

La coperta antifiamma è obbligatoria?

In Italia la sicurezza antincendio è disciplinata dal D.Lgs. 81/2008 e, per i criteri generali di progettazione e gestione del rischio incendio nei luoghi di lavoro, dal D.M. 3 settembre 2021. Per quanto riguarda la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, il riferimento è inoltre il D.M. 2 settembre 2021.

Non esiste un obbligo generalizzato di dotarsi di una coperta antifiamma in tutti i luoghi di lavoro. La necessità della dotazione va verificata in relazione alla valutazione del rischio, alle regole tecniche applicabili e alle eventuali prescrizioni specifiche.

In molti contesti, come cucine, ambienti con presenza di oli e grassi o apparecchiature di cottura, la valutazione del rischio o la progettazione antincendio possono quindi prevederla come dotazione integrativa.

Coperta antifiamma o estintore: qual è la differenza?

Sono due presidi diversi, non intercambiabili.

 

Coperta antifiamma

Estintore

Modalità d’azione

Soffoca le fiamme togliendo ossigeno

Utilizza agenti estinguenti (polvere, CO2, schiuma)

Ambito d’uso ideale

Piccoli focolai localizzati, oli e grassi da cucina, indumenti in fiamme

Incendi di diversa natura e dimensione, a seconda della classe

Riutilizzabilità

Monouso (UNI EN 1869:2019)

Ricaricabile e riutilizzabile

Complessità d’uso

Immediata, nessun addestramento specifico richiesto

Richiede la conoscenza corretta del funzionamento

La coperta non va vista come un’alternativa più economica o più semplice all’estintore, ma è un complemento.

Una strategia antincendio efficace nasce dalla combinazione coordinata di più presidi: estintori, sistemi di rilevazione, impianti di spegnimento, segnaletica, procedure di emergenza, formazione del personale e, dove utile, coperte antifiamma.

Dove va posizionata

Una coperta antifiamma che non si riesce a raggiungere in tempo utile perde gran parte della sua efficacia. Va quindi installata in punti come:

  • Visibile e facilmente accessibile
  • Vicino all’area di rischio, ma non così vicino da rischiare di restare irraggiungibile quando le fiamme si sviluppano

Come si usa correttamente

  1.  Estrarre la coperta dalla custodia utilizzando le apposite linguette.
  2.  Proteggere mani e braccia il più possibile durante l’operazione.
  3.  Se possibile, spegnere il fornello o la fonte di calore, ma solo se l’operazione può essere effettuata in sicurezza e senza sporgersi sulle fiamme.
  4.  Adagiare la coperta sul focolaio in modo da coprirlo completamente, evitando movimenti bruschi che possano alimentare le fiamme.
  5.  Lasciarla in posizione fino al completo raffreddamento.
  6.  Attenersi sempre alle istruzioni fornite dal produttore della coperta antifiamma.

Un’ultima regola vale più di tutte le altre: la coperta va usata solo se l’incendio è ancora piccolo e circoscritto e l’intervento può essere effettuato in sicurezza. In caso di dubbio o di pericolo, non bisogna tentare l’intervento, occorre allontanarsi, mettere in sicurezza le persone presenti e chiamare immediatamente il 112. Se il fuoco si è già sviluppato o è presente una quantità significativa di fumo, la priorità è sempre quella di evacuare l’area e richiedere l’intervento dei soccorsi.

XFIRE affianca le imprese in ogni fase della sicurezza antincendio – dalla valutazione dei rischi dell’attività alla fornitura dei presidi e dei sistemi più adatti alla singola attività e alla loro manutenzione nel tempo.

   DOMANDE FREQUENTI

La coperta antifiamma è obbligatoria nei ristoranti?

No, non esiste un obbligo nazionale generalizzato. La dotazione va definita in base alle caratteristiche dell’attività, alla valutazione del rischio e alle eventuali regole tecniche applicabili.

La coperta antifiamma può sostituire un estintore?

No. È un dispositivo complementare per il controllo di piccoli focolai, non un sostituto degli estintori o degli altri presidi previsti.

Si può usare su olio o grassi da cucina in fiamme?

Sì, è una delle applicazioni tipiche di una coperta conforme alla UNI EN 1869. L’acqua, al contrario, non va mai usata su olio o grasso incendiato.

La coperta antifiamma si può riutilizzare?

No. La UNI EN 1869:2019 la definisce come dispositivo non riutilizzabile: dopo l’impiego va sostituita.

Qual è la normativa di riferimento?

Per il prodotto, la UNI EN 1869:2019. Per la sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, il quadro generale è dato dal D.Lgs. 81/2008 e dal D.M. 3 settembre 2021, oltre a eventuali regole tecniche di settore.

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